SIT-IN PRECARI DELLA SCUOLA DAVANTI AL PARLAMENTO 15 LUGLIO ORE 10.30

La manifestazione nazionale dei precari della scuola del 15 luglio sta ricevendo ogni giorno sempre più adesioni da parte della società civile, delle organizzazioni politiche di opposizione, di tutto il popolo della scuola.
Come organizzatori siamo soddisfatti che si colga finalmente l’importanza di far sentire la voce di chi nella scuola statale lavora e investe le proprie energie, schierandosi con chiarezza contro i progetti di dismissione, privatizzazione e aziendalizzazione voluti dalla ministra Gelmini e dalla maggioranza che sostiene questo governo.
Crediamo fermamente che la lotta per la difesa della scuola pubblica statale, contro i tagli e il progetto di legge Aprea debba avere un carattere unitario e inclusivo, ma questo non si traduce in una rinuncia rispetto ai contenuti e alle parole d’ordine con cui è stata indetta la manifestazione.
Intendiamo, quindi, richiamare l’attenzione sui punti della piattaforma su cui i comitati autorganizzati dei precari hanno convocato la manifestazione, affinché ogni adesione sia coerente con le nostre rivendicazioni.

1. Chiediamo il ritiro di tutti i tagli (circa 8 miliardi di euro) disposti con la legge 133/2008. La scuola pubblica statale italiana è stata vittima di un pesante ridimensionamento negli ultimi 15 anni, ad opera di governi di centrodestra e centrosinistra indistintamente, a vantaggio delle scuole private e confessionali. Riteniamo che sia necessaria una inversione di tendenza nelle politiche di finanziamento della scuola, e in questo quadro non accettiamo mediazioni al ribasso.
Nell’immediato risulta urgente il ripristino del “modulo” e delle compresenze nella scuola primaria; il riconoscimento del pieno diritto all’integrazione per i ragazzi diversamente abili, senza nessuna riduzione alle ore di sostegno; il rispetto della normativa sulla sicurezza; un’inversione di marcia rispetto all’aumento degli alunni per classe e alla diminuzione del tempo scuola.
2. Chiediamo l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola sui posti vacanti e disponibili in organico di fatto e di diritto. Non basta richiamarsi ad equivoche e generiche “stabilizzazioni”. Non basta richiamarsi al programma – mai attuato – del governo Prodi di assunzione di 150 mila insegnanti e 30.000 ATA in tre anni, che tra l’altro avrebbero coperto poco più dei pensionamenti.
Quello che chiediamo è che tutti i precari che lavorano da anni su posti vacanti, con contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto, abbiano un contratto a tempo indeterminato.
3. Chiediamo il ritiro del disegno di legge Aprea. Non accetteremo nessuna mediazione su un progetto che comporta la fine della libertà d’insegnamento, garantita dalla Costituzione, in funzione della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici; la totale aziendalizzazione dell’istruzione, attraverso la trasformazione delle scuole in fondazioni; la gerarchizzazione della classe docente, con l’introduzione di distinte figure professionali, la cui carriera sarebbe costantemente sottoposta alla ricattabilità di dirigenti e finanziatori privati.

Su questi tre punti chiari chiamiamo alla mobilitazione tutte e tutti i precari della scuola, i cittadini e le organizzazioni della società civile che vorranno essere con noi davanti al Parlamento il 15 luglio prossimo a Roma, ed alle iniziative proposte per l’autunno dall’assemblea nazionale dei precari della scuola.
Il movimento non si ferma, la Gelmini non passerà!

Il Comitato Promotore:
Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli [email protected]
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce [email protected]
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo [email protected]
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari [email protected]
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: [email protected]
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro [email protected]
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento [email protected]
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita [email protected]
Movimento Insegnanti Precari Roma: [email protected]
Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal [email protected]
Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico [email protected]
Rete Nazionale Precari della Scuola: http://docentiprecari.forumattivo.com
Rete dei Precari della Scuola di Pisa: Daniele Ippolito [email protected]
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato [email protected]
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi [email protected]
Rete Precari Terni: Daniela Ricci [email protected]

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5 commenti su “SIT-IN PRECARI DELLA SCUOLA DAVANTI AL PARLAMENTO 15 LUGLIO ORE 10.30

  1. Angelo il said:

    Il coordinamento dovrebbe aderire al sit-in del 15 luglio e noi tutti partecipare, con striscioni e volantini, per smentire il ministro, che è arrivato a dire che con la riforma ci sarnno più ore laboratorio.Mentre basta confrontare i quadri orari e contare.Il laboratorio di chimica e di fisica del biennio degli itis, tanto per citarne uno, viene dimezzato.La cosa più paradossale è che avremo ancora un LS che pretende di insegnare le scienze sperimentali senza la sperimentazione, cioè senza ore di laboratorio, mentre l’esperienza consolidata dello scientifico-tecnologico che usava le strutture laboratoriali degli istituti tecnici viene semplicemente cancellata.La totalità dei media questa triste realtà non la conosce.

  2. luigi d'onofrio il said:

    Son passato dal sindacato x chiedere se organizzavano pulmanno per il siti in dei precari a Roma del 15 luglio, mi hanno risposto: ma di quale manifestazione sta parlando? sono rimasto senza parole, sono andato via senza alcuna replica

    Luigi D’Onofrio Avellino

  3. 25
    Set
    09Instabilità
    By raf71 1 Commento
    Categorie: mobilitazione e stabilizzazioni
    Tags: agitazione, aquila, brunetta, decreto anticrisi, emergenza, enti pubblici di ricerca, fuga cervelli, geochimica, geofisica, governo, ingv, istituto, licenzia-precari, mobilitazione, nazionale, parlamento, precari, precariato, protezione civile, ricerca, sequenza sismica, sismologia, sorveglianza, sorveglianza sismica, sorveglianza vulcanica, stabilizzazione, terremoti, vulcani, vulcanologia

    Iniziamo con un fatto: mentre moltissimi enti locali, come la Regione Sicilia e la Regione Calabria, stabilizzano, i 400 precari dell’INGV, dopo oltre un anno di mobilitazione e mille promesse, sono ancora precari.

    La politica è sorda. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non risponde. Il Governo non si assume responsabilità. Il parlamento non delibera. …e l’INGV affonda.

    Da settembre 2008 seguiamo con crescente apprensione e rabbia le alterne vicende della legislazione sulla stabilizzazione dei precari degli Enti Pubblici di cui come dipendenti di un EPR (Ente Pubblico di Ricerca) facciamo parte.
    Ricordiamo che l’INGV, l’istituto che in Italia sorveglia (h24) e fa ricerca sui fenomeni sismici e vulcanici, è uno dei più importanti enti di geofisica del panorama mondiale. Queste attività sono svolte da circa 1000 dipendenti (fra ricercatori, tecnici e amministrativi) di cui circa 400 sono tutt’ora precari.
    A differenza di altri EPR, l’INGV ha, da anni, una dotazione organica di circa 600 posti, largamente inferiore a quanto necessario per svolgere i propri compiti di ricerca e protezione civile che al momento sono garantiti anche dall’apporto dei precari.
    L’INGV però non poteva e non può ancora stabilizzare, ma nemmeno fare concorsi, perché ha una dotazione organica insufficiente.

    La dotazione organica può essere aumentata solo con un provvedimento parlamentare. Per questo abbiamo chiesto ripetutamente al Governo di farsi carico e risolvere la nostra situazione. Ben quattro volte (a partire dal 30 novembre 2008) il governo è stato messo alle strette dal parlamento, che lo ha impegnato, tramite ordini del giorno spesso bipartisan, a risolvere la questione INGV.

    Con l’emergenza aquilana, come spiegato da un banner che compare sopra ogni mappa di evento sismico e che è stato letto da decine di migliaia di persone da tutto il mondo, abbiamo agito con senso del dovere e responsabilità verso la popolazione colpita dal sisma. I primi a partire per L’Aquila, la notte del 6 aprile, sono stati lavoratori precari dell’INGV e non certo per curiosità. Precario, all’INGV, non è sinonimo di giovane inesperto alla prime armi; in molti casi vuol dire ricercatore di fama internazionale, con competenze acquisite in Italia e all’estero. Un professionista in grado di analizzare un fenomeno complesso e pericoloso come è il terremoto.
    Mai abbiamo pensato di legare le sorti del nostro futuro alla gestione di una crisi e al dolore delle persone. La mole di lavoro, il supporto alle squadre sul campo, la raccolta e l’analisi di dati, le campagne di informazione, le infinite ore di straordinario ne sono la testimonianza.

    I lavoratori dell’INGV hanno anche dovuto subire vigliacchi attacchi mediatici (l’esempio più eclatante è un vergognoso articolo comparso su “Libero” il 24 aprile di quest’anno), senza avere la possibilità di replica. Né ha giovato l’atmosfera di generalizzato e superficiale odio che si respira da un anno nei confronti della pubblica amministrazione.

    Le gratificazioni e, sembra paradossale, gli incoraggiamenti nella mobilitazione sono venuti invece proprio dalla gente che il terremoto l’ha subìto. Non si tratta di coincidenze. Con loro ci siamo confrontati, per le strade de L’Aquila e nelle piazze di Roma. Abbiamo bypassato giornali e televisioni, abbiamo spiegato chi siamo e cosa facciamo. Da loro abbiamo avuto il massimo rispetto, a loro abbiamo dedicato il massimo delle nostre capacità tecniche e scientifiche.

    Adesso, ultimo atto, il 3 agosto 2009 è stato convertito in legge il cosiddetto “Decreto Anti-Crisi” che ora si chiama Legge 3 agosto 2009, n. 102. Gli articoli dal 10 al 18 narrano di come i precari della pubblica amministrazione possano essere assunti ma dietro una serie di condizioni e che comunque il tutto dovrà finire entro il 2012. Gli enti locali (comuni, province e regioni) hanno, sembra, tutte le condizioni per procedere alle stabilizzazioni e pertanto lo fanno, come stiamo dimostrando post dopo post. Gli Enti di ricerca che hanno la dotazione organica sufficientemente libera e i soldi possono procedere. L’INGV no. Come detto, il governo, nonostante gli impegni presi più e più volte, non ci ritiene evidentemente di alcuna importanza e quindi non si è impegnato a scrivere una riga (”la dotazione organica dell’INGV è stabilita in …, è autorizzato a … ecc”) in nessuno dei provvedimenti passati per il parlamento, complici i voti di fiducia imposti.
    Inoltre, siccome noi siamo un ente giovane (pochi pensionabili e molti “giovani”) non abbiamo nemmeno il turn-over. Dunque l’intero Decreto Anti-Crisi è per noi una beffa.
    Speriamo che il parlamento sia ancora in grado di fare delle valutazioni adeguate e che il governo rispetti gli impegni e si assuma le proprie responsabilità.
    Noi non mancheremo di tenere alta l’attenzione sulla nostra situazione: il destino di questo ente è inscindibilmente legato a quello dei suoi lavoratori.

    I precari INGV

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    1 Risposta a “Instabilità”
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    1 Studente
    Settembre 25, 2009 alle 8:13 pm
    Ho 46 anni moglie e figli a carico, ho lavorato dal 2000 al 2008 nella pubblica amministrazione della regione calabria, un bel giorno si sono presentati dei giovani dicendo che avevano partecipato e vinto un concorso a tempo determinato per 3 anni, il loro concorso si chiamava 100 laureati per la regione calabria, e noi circa 300 persone dopo 8 anni di tempo indeterminato, e formazione professionale, siamo stati mandati a casa dalla giunta del centro sinistra Loiero, ci hanno formati e ci hanno cacciati, che bell’investimento con i soldi dei contribuenti, siamo stati li per 600 euro al mese. chiunque volesse dire la sua [email protected]

    2 Luna
    Ottobre 2, 2009 alle 11:05 am
    Mi permetto di inserire questa lettera perchè è un interessante squarcio della nostra realtà!

    Lo chiamano diritto al completamento…

    ci chiamano insegnanti….

    la chiamano scuola!

    Cosa dovrei insegnare ai miei alunni?

    Dovrei insegnare ai miei alunni che vale la pena studiare ed imparare, perchè hanno un futuro da sognare e da costruire.

    Dovrei insegnare loro il valore dello studio , dovrei insegnare una lingua straniera, la letteratura, la poesia e attraverso di essa il rispetto di quei valori umani che pian piano vedo sparire intorno a me….la dignità dell’uomo , del proprio lavoro e della propria unicità , ma ancor più semplicemente tutti quei gesti e modalità che, un tempo, erano inclusi in una semplice piccola parola magica: educazione.

    Ed ancora, attraverso il mio lavoro, potrei trasmettere la cura di noi stessi e dell’ambiente in cui viviamo, degli spazi interni ed esterni alla scuola, etc…

    Dovrei trasmettere un senso di solidarietà e di comprensione per l’altro MA…………………

    MA……………piccolo inconveniente:

    molti dirigenti e vice dirigenti, di professione insegnanti, con il loro esempio, spesso non costruttivo, negano il vero valore della scuola e ancor più grave dell’essere umano, cercando di trasmettere a noi, soprattutto supplenti, che ciò che più conta è il gioco di potere, che ciò che conta sono i propri interessi ed i sovrani soldi o ancor più grave la semplice strafottenza!

    Mi dispiace, a questo gioco non ci sto!!!!!!

    Il rispetto della mia vita e dei miei diritti , e di quelli degli altri, ha più importanza della vostra povertà d’animo .

    Ma mi chiedo io:” cosa provano questi organizzatori della scuola a fare soprusi o semplicemente a fregarsene dei colleghi?

    Come possono dimenticare di essere stati precari?

    Di aver passato i momenti difficili dell’attesa del lavoro, degli inizi e delle fine delle supplenze, mentre le bollette continuano ad arrivare a casa….

    Non ricordano quanto importante fosse l’organizzazione degli orari che consentiva anche a loro di lavorare ?

    Come hanno voluto dimenticare i lunghi viaggi, che anche loro avranno sostenuto, solo per mantenere il proprio diritto al lavoro e alla proprio mantenimento materiale?

    Come hanno potuto dimenticare a cosa serve la scuola e cosa dovrebbe trasmettere la scuola? Quale dovrebbe essere il nostro compito di formatori di nuove generazioni che , non solo dalle loro famiglie, ma anche da noi imparano a sapere stare al mondo, raggiungendo la loro piena autonomia e dignità, amando e rispettando la cultura, il lavoro ma anche se stessi e quanto li circonda? ”

    Forse amare per certuni è una parola tropo grossa, ma rispettare la dignità dell’essere umano, anche solo mantenendo i criteri basi dell’ educazione, non permettendosi di usare certi toni e non trattando i “supplenti” come animali da soma, che nonostante siano bisfrattati, messi a riposo, poi presi e usati a piacimento della Scuola e dello Stato, dovrebbero anche lavorare dando il massimo!?????!

    No, tutto questo non lo possono dimenticare e non si può pretendere da noi l’impeccabilità, la serietà,la professionalità, la continua presenza, la puntualità etc……….

    Per ricevere bisogna sapere anche dare e, se la scuola vuole salvarsi, e promuovere l’educazione e la sana convivenza tra essere umani, deve prima imparare a rispettare non solo i propri alunni, offrendo loro condizioni adeguate di studio, ma anche i suoi docenti provvisori e non.

    Carissimi VICE PRESIDI E PRESIDI, cari AMMINISTRATORI della SCUOLA e dello STATO, vi chiedo: che ce ne facciamo noi di una graduatoria “speciale” di disponibilità se poi persino ad inizio anno, quando gli orari sono ancora provvisori , i vostri dipendenti, coloro a cui vorreste cedere ancor più potere, non sono disposti a spostare neanche una virgola, neanche un numero di quegli orari attraverso cui si organizza il lavoro dei docenti ?

    Cambiamenti che a loro costerebbero al massimo un paio di giorni di fatica e cha a noi consentirebbero per un intero anno, non di vivere dignitosamente, ma almeno di sopravvivere , di pagare i nostri affitti, di fare le nostre spese, di dare da mangiare ai nostri figli, e che , per non andare troppo lontano, semplicemente tutelerebbe il nostro diritto al lavoro e al completamento delle famose 18 ore!!!

    18 ore, che io, sinceramente, da quando lavoro a scuola, non ho ancora mai “assaporato”! E non perchè non ce ne fosse la disponibilità , ma per quel benedetto orario che tutti si ostinano a ritenere più sacro della dignità e della semplice “sussistenza” di noi insegnanti precari!!

    Amo il mio lavoro e non lo voglio abbandonare, continuo a lottare, ma , se vi ostinate a non venirci incontro , presto costringerete me, e tante altre persone valide e nate per l’insegnamento, a partire in massa, come già sta accadendo, e a cercare altro…altro in cui non si è altrettanto validi ed attraverso cui non otterremmo gli stessi positivi risultati che , anche per voi dirigenti , colleghi, genitori, ministri e in generale società siciliana e italiana, sarebbe buono e sano ottenere, perchè i nostri alunni sono i vostri figli e perchè un giorno saranno loro a governare e a tutelare i vostri-nostri diritti di anziani, perchè proprio loro in futuro terranno le redini del gioco e non di una playstation, ma di quel complicato gioco chiamato vita!

    Con questa lettera spero almeno riflettiate ….

    Un ‘ insegnante come altre………………………………………

  4. mi permetto di fare girare questa mail in certi ambiti ma credo possa interessare un pò tutti, anche coloro che sono fuori ambito scolastico, e diffonderla potrebbe essere una buona idea….è un interessante squarcio della nostra realtà!

    Lo chiamano diritto al completamento…

    ci chiamano insegnanti….

    la chiamano scuola!

    Cosa dovrei insegnare ai miei alunni?

    Dovrei insegnare ai miei alunni che vale la pena studiare ed imparare, perchè hanno un futuro da sognare e da costruire.

    Dovrei insegnare loro il valore dello studio , dovrei insegnare una lingua straniera, la letteratura, la poesia e attraverso di essa il rispetto di quei valori umani che pian piano vedo sparire intorno a me….la dignità dell’uomo , del proprio lavoro e della propria unicità , ma ancor più semplicemente tutti quei gesti e modalità che, un tempo, erano inclusi in una semplice piccola parola magica: educazione.

    Ed ancora, attraverso il mio lavoro, potrei trasmettere la cura di noi stessi e dell’ambiente in cui viviamo, degli spazi interni ed esterni alla scuola, etc…

    Dovrei trasmettere un senso di solidarietà e di comprensione per l’altro MA…………………

    MA……………piccolo inconveniente:

    molti dirigenti e vice dirigenti, di professione insegnanti, con il loro esempio, spesso non costruttivo, negano il vero valore della scuola e ancor più grave dell’essere umano, cercando di trasmettere a noi, soprattutto supplenti, che ciò che più conta è il gioco di potere, che ciò che conta sono i propri interessi ed i sovrani soldi o ancor più grave la semplice strafottenza!

    Mi dispiace, a questo gioco non ci sto!!!!!!

    Il rispetto della mia vita e dei miei diritti , e di quelli degli altri, ha più importanza della vostra povertà d’animo .

    Ma mi chiedo io:” cosa provano questi organizzatori della scuola a fare soprusi o semplicemente a fregarsene dei colleghi?

    Come possono dimenticare di essere stati precari?

    Di aver passato i momenti difficili dell’attesa del lavoro, degli inizi e delle fine delle supplenze, mentre le bollette continuano ad arrivare a casa….

    Non ricordano quanto importante fosse l’organizzazione degli orari che consentiva anche a loro di lavorare ?

    Come hanno voluto dimenticare i lunghi viaggi, che anche loro avranno sostenuto, solo per mantenere il proprio diritto al lavoro e alla proprio mantenimento materiale?

    Come hanno potuto dimenticare a cosa serve la scuola e cosa dovrebbe trasmettere la scuola? Quale dovrebbe essere il nostro compito di formatori di nuove generazioni che , non solo dalle loro famiglie, ma anche da noi imparano a sapere stare al mondo, raggiungendo la loro piena autonomia e dignità, amando e rispettando la cultura, il lavoro ma anche se stessi e quanto li circonda? ”

    Forse amare per certuni è una parola tropo grossa, ma rispettare la dignità dell’essere umano, anche solo mantenendo i criteri basi dell’ educazione, non permettendosi di usare certi toni e non trattando i “supplenti” come animali da soma, che nonostante siano bisfrattati, messi a riposo, poi presi e usati a piacimento della Scuola e dello Stato, dovrebbero anche lavorare dando il massimo!?????!

    No, tutto questo non lo possono dimenticare e non si può pretendere da noi l’impeccabilità, la serietà,la professionalità, la continua presenza, la puntualità etc……….

    Per ricevere bisogna sapere anche dare e, se la scuola vuole salvarsi, e promuovere l’educazione e la sana convivenza tra essere umani, deve prima imparare a rispettare non solo i propri alunni, offrendo loro condizioni adeguate di studio, ma anche i suoi docenti provvisori e non.

    Carissimi VICE PRESIDI E PRESIDI, cari AMMINISTRATORI della SCUOLA e dello STATO, vi chiedo: che ce ne facciamo noi di una graduatoria “speciale” di disponibilità se poi persino ad inizio anno, quando gli orari sono ancora provvisori , i vostri dipendenti, coloro a cui vorreste cedere ancor più potere, non sono disposti a spostare neanche una virgola, neanche un numero di quegli orari attraverso cui si organizza il lavoro dei docenti ?

    Cambiamenti che a loro costerebbero al massimo un paio di giorni di fatica e cha a noi consentirebbero per un intero anno, non di vivere dignitosamente, ma almeno di sopravvivere , di pagare i nostri affitti, di fare le nostre spese, di dare da mangiare ai nostri figli, e che , per non andare troppo lontano, semplicemente tutelerebbe il nostro diritto al lavoro e al completamento delle famose 18 ore!!!

    18 ore, che io, sinceramente, da quando lavoro a scuola, non ho ancora mai “assaporato”! E non perchè non ce ne fosse la disponibilità , ma per quel benedetto orario che tutti si ostinano a ritenere più sacro della dignità e della semplice “sussistenza” di noi insegnanti precari!!

    Amo il mio lavoro e non lo voglio abbandonare, continuo a lottare, ma , se vi ostinate a non venirci incontro , presto costringerete me, e tante altre persone valide e nate per l’insegnamento, a partire in massa, come già sta accadendo, e a cercare altro…altro in cui non si è altrettanto validi ed attraverso cui non otterremmo gli stessi positivi risultati che , anche per voi dirigenti , colleghi, genitori, ministri e in generale società siciliana e italiana, sarebbe buono e sano ottenere, perchè i nostri alunni sono i vostri figli e perchè un giorno saranno loro a governare e a tutelare i vostri-nostri diritti di anziani, perchè proprio loro in futuro terranno le redini del gioco e non di una playstation, ma di quel complicato gioco chiamato vita!

    Con questa lettera spero almeno riflettiate ….

    Un ‘ insegnante come altre………………………………………

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